Nuovi ambienti, nuovi dati sull’estensione della domus e ulteriori elementi per ricostruire la storia dell’antico complesso edilizio. Sono questi i principali risultati della Campagna di Scavo 2026 a Fabrateria Nova, presentati nel corso dell’Open Day di venerdì 25 settembre, che ha richiamato cittadini, studenti, appassionati di archeologia e visitatori.
L’iniziativa, organizzata dalla professoressa Adriana Valchera dell’Università del Salento in collaborazione con la Soprintendenza ABAP per le province di Frosinone e Latina e il Comune di San Giovanni Incarico, si è svolta dalle ore 16 alle 19, offrendo al pubblico l’occasione di conoscere da vicino il lavoro degli archeologi e le nuove evidenze emerse durante gli scavi.
La campagna 2026 ha permesso innanzitutto di rimettere in luce l’angolo del peristilio con il pozzo, già individuato nel 2025, con l’obiettivo di approfondire l’indagine e recuperare nuovi elementi utili alla datazione. Il risultato più significativo di quest’anno è arrivato però dall’ampliamento dello scavo verso ovest, dove sono stati individuati due nuovi ambienti, entrambi fortemente compromessi dalle arature. L’ambiente settentrionale conserva alcuni lacerti di intonaco bianco alle pareti, mentre non si conserva la pavimentazione. Quello meridionale presenta invece una pavimentazione in “cocciopesto” (cementizio a base fittile), con numerosi frammenti di calcare bianco.
A questi rinvenimenti si aggiungono i dati della magnetometria, che consentono di ipotizzare uno sviluppo della domus di circa 50 metri in senso E-O e 30 metri in senso N-S, per una superficie complessiva di circa 1.500 metri quadrati.
Un dato particolarmente importante perché permette di delineare con maggiore precisione le dimensioni del complesso edilizio e di aprire nuove prospettive per la prosecuzione della ricerca.
Alla campagna di scavo hanno partecipato gli studenti dell’Università del Salento Ludwig Francesco Luigi Delucia, Gaia Fera, Agnese Piro, Francesca Fiorino, Stefano Congedo, Leonardo Diana, Loris D’Arrigo, Giovanni D’Aprile, Francesca Fanciullo, Giuseppe Mancino e Mariasole Bortone. Per Università La Sapienza ha partecipato Allegra Roccatani.
All’Open Day hanno preso parte anche il delegato alla Cultura Gaetano Battaglini, il consigliere Angelo Petrucci, il dottor Alessandro Betori Soprintendente Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Frosinone e Latina, il dottor Carlo Molle funzionario archeologo, il funzionario architetto Giulia Dinallo e il funzionario architetto Alberto La Notte.
Le dichiarazioni del sindaco Paolo Fallone e del delegato alla Cultura Gaetano Battaglini
“La campagna 2026 rappresenta un ulteriore e importante passo nel percorso di conoscenza della città di Fabrateria Nova. La scoperta dei due nuovi ambienti e i dati emersi dalle indagini permettono di comprendere meglio l’estensione e l’organizzazione della domus e forniscono nuovi elementi per pianificare il lavoro di ricerca. - Proseguono Fallone e Battaglini -Desideriamo ringraziare la professoressa Adriana Valchera, l’Università del Salento, la Soprintendenza ABAP per le province di Frosinone e Latina e tutti gli archeologi e gli studenti impegnati nella campagna di scavo. Il loro lavoro sul campo rappresenta un contributo fondamentale alla conoscenza e alla valorizzazione del nostro patrimonio. - Concludono il Sindaco e il Delegato alla Cultura - L’Open Day di venerdì 25 settembre, dalle 16 alle 19, ha avuto inoltre il merito di avvicinare la comunità al lavoro della ricerca. Mostrare direttamente le strutture e raccontare le nuove scoperte significa rendere il patrimonio archeologico sempre più parte della vita del territorio. Fabrateria Nova continua così a restituire importanti testimonianze della propria storia e a rappresentare una preziosa risorsa culturale per San Giovanni Incarico”.
La Campagna di Scavo 2026 lascia quindi risultati concreti: due nuovi ambienti individuati a ovest, una più precisa ipotesi sulle dimensioni della domus e nuovi elementi utili alla ricostruzione delle sue diverse fasi edilizie.
Un patrimonio che continua a emergere attraverso il lavoro congiunto di Università del Salento, Comune di San Giovanni Incarico e Soprintendenza ABAP per le province di Frosinone e Latina, confermando il valore della ricerca archeologica come strumento di conoscenza e valorizzazione del territorio.